4 cose da non dimenticare sui motori di ricerca

Sapere come funzionano davvero gli algoritmi con cui i motori di ricerca attualmente indicizzano e danno “autorevolezza” ai siti è impossibile.

Certamente con un po’ di esperienza si possono individuare gli elementi da controllare perché l’ottimizzazione e il PageRank migliorino.

Gli elementi da non sottovalutare sono 1) le keywords (o parole chiave), 2) Contenuti e modalità di scritture, 3) Link, 4) Tempo.  Vediamo in dettaglio.

 

1)      Keywords o parole chiave – Sono la base della strategia di search engine.
La Keyword è una parola o una frase con cui si suppone un navigatore Internet arriverà a rintracciare su un motore di ricerca il nostro sito. Per questo motivo tutti gli sforzi e l’attenzione vanno dedicati alla scelta e alla verifica continua se le parole chiave da noi scelte abbiano l’effetto desiderato.
La base su cui riflettere per cercare le migliori keyword è (1) identificare il proprio target, (2) verificare le keywords usate dai concorrenti (3) chiedere agli utenti stessi dei suggerimenti (4) pianificare un brainstorming iniziale e poi periodico con tutto lo staff coinvolto per trovare le migliori parole chiave che definiscano compiutamente i contenuti del sito (5) controllare le statistiche riportate dall’attuale sistema di statistiche accessi al sito che già è attivo (6) per i concetti principali pensare anche a modalità di scrittura differenti, singolare e plurare, singole parole o brevi frasi. Per esempio per questo blog uso sia marketing operativo che consulenza marketing operativo, analisi SWOT che analisi S.W.O.T
Strumenti utili possono essere:

Google AdWords Keyword Suggestion
Free WordTracker Keyword Suggestion Tool

2)      Contenuti e Modalità di scrittura.  Se quello che è scritto nelle pagine del sito non trova corrispondenza con le parole chiave usate, il risultato in termini di visibilità sui motori di ricerca sarà deludente. La coerenza sarà certamente premiata in termini di categorizzazione e quindi di rilevanza per coloro che fanno una ricerca. Essere mal categorizzati, porta magari ad un traffico sul sito più elevato, ma non consente di essere messi in contatto con gli utenti che davvero ci interessano. Un modo per capire se il nostro posizionamento è corretto è controllare il tempo di lettura e il numero di pagine in media frequentate da ogni visitatore: più basso è più è facile che non stesse davvero cercando noi.
Insomma la ricetta è convincere gli spider dei motori di ricerca che il sito è meritevole di autorevolezza e quindi di ranking perché stai offrendo alla rete dei contenuti di valore.

3)      Link – Google distingue nettamente 2 tipi di link: quelli che puntano dal web verso il sito (Inbound) e quelli che vanno dal sito al web (Outbound). Entrambi sono importanti ma I link da altri siti al nostro per Google valgono di più. Sono proprio i link esterni che danno e incrementano l’autorevolezza del nostro sito perché per Google indicano che il sito è interessante e merita di essere visto. La vera certezza di essere ben visibili in Google è proprio di essere linkati da molti altri siti esterni.
Se poi gli Inbound link arrivano da siti presenti su web da molto tempo, con un PageRank elevato e con contenuti attinenti al nostro sito, allora questi link varranno ancora di più agli occhi di Google. Il suggerimento è dunque di cercare altri siti o blog che condividano con noi  le stesse keywords, entrare in contatto e magari linkare il nostro sito al loro noi per primi, tutto sarà più facile.

4)      Tempo – Tanto più il sito sarà on line da tempo tanto più sarà considerate autorevole, soprattutto se l’apporto di nuovi contenuti è costante e congruente con le keywords iniziali. Ricordate che se nel tempo i contenuti mutano, è necessario variare anche le parole chiave in modo da essere trovati anche dai nuovi interlocutori potenziali.


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