Come NON si crea una comunità

Ieri sera si è svolto l’incontro annuale per l’elezione della Manager Assistant dell’Anno, premio patrocinato anche da Secretary.it (a cui era anche io candidata, se ricordi da un post precedente).

Bene, la premiata non sono stata io, ma non è certo per questo che desidero raccontare tutto quel che di negativo mi è capitato di vedere ieri sera in termine di costruzione di una comunità.

Secretary.it è una associazione che, secondo le parole della presidentessa, raccoglie oltre 6.000 iscritte/iscritti; l’occasione del premio annuale dovrebbe dunque rappresentare l’apice delle attività di creazione della comunità e del rinsaldamento delle relazioni.

Allora perchè non creare maggiore aspettativa nei giorni precedenti l’evento?, perchè non ricordare il giorno stesso l’evento? Avrebbe certamente aumentano la numerosità della scarsa platea.
Perchè non creare un momento di condivisione delle problematiche comuni? Era a disposizione un palco con relatrici di tutto rispetto, allora perchè non raccogliere per tempo domande e spunti dalle associate per “dirigere” meglio il dibattito su temi sentiti dalle partecipanti?

Perchè affidare la moderazione del dibattito ad una giornalista evidentemente più attenta ad affermare il suo ruolo e a fare rispettare ferreamente i tempi, senza ascoltare realmente il contributo delle relatrici?
Questo ruolo così superficialmente ricoperto ha privato la platea dell’interessante esperienza portata da Arianna Censi – Consigliera delegata alle Politiche di Genere della Provincia di Milano – che stava per dare ricette molto concrete sulla vita in azienda delle donne, quando è stata bruscamente interrotta in ragione di un rispetto dei tempi assurda visto il ritardo con cui tutta la serata si era svolta.

Infine, secondo te, tutta questa attenzione all’evento e alle partecipanti (premiate incluse) ha portato ad una pubblicazione della notizia sul loro sito? ovviamente no.

Unica citazione positiva merita invece la passione che l’Onorevole Barbara Pollastrini ha mostrato nel corso del suo intervento. Condivisibili o meno le sue opinioni, certo è indubitabile sia una persona che mette il cuore in ciò che fa…e questo è sempre da premiare.


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