E’ impossibile prevedere il comportamento dei visitatori dei nostri siti web

Sono sempre più convinta che nell’impostare un piano di comunicazione via web, i responsabili d’azienda devono avere ben in mente che per quanto si pensino a tutte le variabili e si mettano in atto le strategie per “incanalare” il comportamento dei visitatori, qualcuno riuscirà comunque a trovare una sua modalità originale di entrare in contatto con l’azienda stessa.

Il web è cosa ovvia, non è un metodo di comunicazione ingessato, anzi, è molto più probabile che i visitatori sappiano di noi e della nostra offerta più che dai nostri contenuti da quello che altri in rete dicono di noi.

Questo è il motivo per cui, per me e per i clienti che seguo, adotto la stretegia di essere direttamente io a controllare cosa si dice in rete, ad intervenire e a far conoscere la nostra opinione presso siti e blog esterni.
Il passaparola, il marketing virale e il contribuire con contenuti nuovi su più siti e portali moltiplicano in modo imprevedibile (e per questo ancora + sorprendente e stimolante) gli effetti e le possibilità di attirare nuovi clienti direttamente sui nostri siti.

E quando arrivano le richieste di acquisto o di campioni dei prodotti che pubblicizzo? Obiettivo raggiunto! e se capita che alcune di queste richieste arrivano grazie a canali che non avevamo previsto? pazienza!!!!!!! vorrà dire che ci toccherà gestire queste estemporaneità, non credete?

Eppure queste non conformità non sono così accettabili per tutti, credetemi è così!

 


3 responses to “E’ impossibile prevedere il comportamento dei visitatori dei nostri siti web

  • antgri

    ne sei così certo?
    Eppure ci sono tutti i maggiori siti di e-commerce che hanno raddoppiato il gradi di convergenza degli utenti sulal ricerca e acquisto di prodotti, dopo uan consulenza di usabilità… quindi una consulenza che analizza il comportamento degli utenti.

    é importante il “viral marketing” ed ha un suo ROI, che va valutato e non sopravvalutato.

    Di fatto sono due cose che possono convivere, l’una non sclude l’altra;)

    te lo dice un Experience Designer e SEO specialist😉

    • 39, Marketing Operativo

      Ne sono certa si! Forse però non mi sono spiegata bene.
      E’ ovvio che il comportamento dei visitatori si riesce tecnicamente a pilotare eccc. Quello che deve essere capito è che i navogatori in rete hanno talmente tante possibilità di reperire i contenuti cercati e dunque di arrivare anche al mio sito che non tutte le strade sono monitorabili.
      Questo è un bene, un contatto di acquisto è sempre un bene anche se arriva da vie imperscrutabili, il problema è che l’altra settimana mi sono trovata di fronte ad un cliente che non voleva gestire opportunità commerciali provenienti da un sito valutato come “non amico”
      In tempo di crisi non gestire una opportunità mi sembra doppiamente un peccato. Non trovi?

  • antgri

    Diciamo che la user experience non “pilota” l’utente, etc, etc….
    Serve a disegnare il proprio business sulle reali esigenze dell’utente, così come si fa da sempre con le sedie, i tavoli e tutto il resto attraverso l’ergonomia.
    Come vedi la questione è più importante ed ampia del canalizzare gli utenti su percorsi costretti😉

    Che gli utenti siano liberi di sceglier è un gran bene! Appunto per questo è utile disegnare la Migliore Esperienza Utente possibile, l’unica capace di reggere una concorrenza coma quella che descrivi.

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